Primo Ciak per il docufilm RENEA, prima avvocatessa della Sacra Rota diretto da Max Nardari.
Sono iniziate a Roma le riprese del documentario “Renea”, dedicato alla figura dell’avvocatessa Renea Rocchino Nardari, prima donna in Italia – e ottava nel mondo – a diventare Avvocato Rotale. Il film è diretto dal regista e produttore Max Nardari, figlio di Renea, ed è risultato primo classificato ai selettivi del Ministero della Cultura (MiC) prodotto da Reset Production in associazione con WeelSee.
Il progetto nasce dall’esigenza di raccontare una storia familiare che ha avuto un impatto pubblico e istituzionale, trasformandosi in una testimonianza civile di portata nazionale. Max Nardari, autore e regista attivo nel panorama cinematografico italiano, fondatore della casa di produzione Reset Production e già noto per opere che intrecciano racconto personale e tematiche sociali, affronta qui il lavoro più intimo e complesso della sua carriera, ricostruendo la vicenda di una donna che ha segnato il diritto di famiglia e il diritto ecclesiastico in Italia.
Il documentario ripercorre la vita straordinaria di Renea Rocchino Nardari, nata nel 1933 a Fiume e cresciuta tra le difficoltà della guerra e dell’esodo giuliano-dalmata. Un’infanzia segnata dai bombardamenti e dalla fuga, che contribuirà a formare quel profondo senso di giustizia destinato a guidare tutta la sua esistenza.
Avvocata specializzata in diritto di famiglia in un’Italia ancora fortemente patriarcale, Renea si afferma negli anni Settanta e Ottanta durante le grandi trasformazioni sociali legate all’introduzione del divorzio. In un sistema giuridico impreparato ad affrontare le nuove dinamiche familiari, sceglie di porre al centro delle sue battaglie la tutela dei minori, spesso vittime invisibili dei conflitti tra adulti.
Tra i casi più emblematici che la vedono protagonista vi è quello del piccolo Davide vicenda giudiziaria che negli anni Ottanta scuote l’opinione pubblica nazionale e arriva fino al Parlamento Europeo e quello della piccola Veronica, strappata dalle braccia della madre a soli 14 mesi.
Due battaglie complesse e controverse che contribuirono a ridefinire il dibattito sull’affidamento dei figli nelle separazioni, ponendo il benessere del minore al centro della decisione giudiziaria.
La sfida più audace arriva a tarda età quando Renea decide conseguire una seconda laurea in Diritto Canonico e affrontare gli Studi Rotali, percorso riservato quasi esclusivamente agli uomini. Dopo anni di sacrifici, esami interamente in latino e continui viaggi tra Treviso e Roma, nel 1990 a quasi 60 anni diventa la prima donna Avvocato Rotale in Italia, infrangendo una barriera storica nel diritto ecclesiastico.
Le riprese, iniziate in questi giorni a Roma con le prime interviste ai personaggi celebri, protagonisti istituzionali, colleghi e familiari, rappresentano l’avvio ufficiale della fase produttiva. Il documentario alternerà testimonianze dirette, materiali d’archivio, archivi privati, insieme a ricostruzioni fiction dei momenti più emblematici della vita dell’avvocata.
Nelle prossime settimane la lavorazione proseguirà nella Capitale per poi spostarsi principalmente in Veneto, territorio centrale nello sviluppo professionale di Renea e teatro di molte delle vicende giudiziarie che l’hanno resa una figura di riferimento nel panorama nazionale.
Sostenuto dal Ministero della Cultura attraverso il bando selettivo, il film si propone come un racconto di determinazione, emancipazione femminile e impegno civile, capace di attraversare oltre mezzo secolo di storia italiana.
Ulteriori aggiornamenti sulle prossime fasi di lavorazione saranno comunicati nelle prossime settimane.

