Arriva sul piccolo schermo “Muscoloso in 90 giorni”, il nuovo reality televisivo che promette di portare in TV un esperimento narrativo e fisico estremo: la trasformazione radicale del corpo in soli tre mesi. Il format si inserisce in un terreno ibrido tra racconto personale e sperimentazione visiva, unendo lo stile immersivo in presa diretta de “Il Testimone” di Pif alla tensione emotiva dei percorsi di “Vite al Limite”. La particolarità del progetto risiede nel punto di vista, poiché le riprese saranno quasi interamente autoprodotte dal protagonista, che documenterà quotidianamente il proprio percorso verso un obiettivo tanto semplice quanto titanico. Le registrazioni inizieranno il 29 giugno e termineranno il 29 settembre, coprendo l'intero arco della sfida attraverso un racconto in tempo reale sui social network, per poi approdare a ottobre in TV su Sky 5068, BOM Channel 68 nazionale e Amazon Free Channel con un documentario finale di 45 minuti.
Il "Boss dei Casting" alla prova del ferro: un background senza sport
A guidare questo stress test fisico e psicologico sarà Devis Paganelli, cinquantatreenne imprenditore riminese e figura di primissimo piano dello showbiz italiano. Noto nell'ambiente come il "boss dei casting" per aver diretto le risorse artistiche degli Studi Belli di Milano e di programmi del calibro di Le Iene e il Chiambretti Night, Paganelli è un manager abituato a gestire le carriere di oltre quattrocento volti VIP, a selezionare le candidate per Miss Universo in Italia e a pubblicare bestseller come "Come diventare famosi". Recentemente nominato persino ambasciatore per la pace e i diritti civili, l'eclettico professionista si trova oggi ad affrontare un territorio a lui completamente alieno. Paganelli ha infatti confessato di non praticare alcuna attività fisica da oltre quindici anni e di non essere mai riuscito, in tutta la sua vita, a mantenere un percorso costante in palestra. Una lacuna che oggi diventa un limite strutturale da superare sotto gli occhi del pubblico del suo profilo Instagram @devispaganelli https://www.instagram.com/devispaganelli/
Un team d'élite per un miracolo bio-meccanico
Per tentare quella che la scienza dello sport considera una vera e propria impresa, il manager si è circondato di un team d'eccellenza. Il quartier generale della trasformazione sarà la nuova iGym di Rimini, un colosso del fitness da oltre tremila metri quadrati di attrezzature ideato dal Maestro Roberto Macrelli, precursore delle arti marziali in Italia. A spingere i carichi ci sarà il noto personal trainer Cristian Severini, leggenda del culturismo internazionale con trentasette anni di esperienza, settanta gare all'attivo e titoli mondiali assoluti come Mr. Universo e la International Serge Nubret WABBA (vinta nel 2022 e 2024). Il monitoraggio scientifico e biologico sarà invece affidato alla giovane nutrizionista e biologa Erica Mattarucco, responsabile della pianificazione alimentare e della valutazione dei cambiamenti antropometrici. Un dispiegamento di forze necessario per gestire i parametri di overreaching controllato ed evitare il sovrallenamento.
I dubbi degli esperti: determinazione o utopia commerciale?
Nonostante la caratura dei professionisti coinvolti, l'operazione solleva inevitabili interrogativi sulla reale tenacia del protagonista e sulla fattibilità del risultato. La fisiologia umana risponde a leggi biochimiche rigide: indurre un'ipertrofia muscolare significativa in un soggetto di cinquantatré anni, con alle spalle tre lustri di totale sedentarietà e una dichiarata incostanza cronica nei confronti dello sforzo fisico, in appena dodici settimane è una scommessa ai limiti dell'impossibile. Molti esperti del settore guardano al progetto con scetticismo, domandandosi se le scadenze del palinsesto televisivo e la pressione della narrazione social #devispaganelli possano davvero sostituire anni di disciplina e memoria muscolare mancanti. Il rischio di infortuni tendinei o articolari dovuti ai carichi accelerati è altissimo, così come il dubbio che novanta giorni siano sufficienti solo a scalfire la superficie di un fisico da ricostruire, trasformando l'ambizioso reality in un test di resistenza psicologica che potrebbe scontrarsi contro il muro della realtà biologica.

