Covid, l'infettivologo Bassetti propone vaccino in televisione - Corriere della Tv

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venerdì 11 dicembre 2020

Covid, l'infettivologo Bassetti propone vaccino in televisione


Matteo Bassetti, infettivologo e direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, in questo particolare periodo ha lanciato una proposta a tutti i colleghi virologi. Di cosa si tratta? Secondo lui la soluzione migliore per incentivare quanti più italiani possibile a sottoporsi al vaccino è che questo venga effettuato in televisione in modo da far conoscere la prassi e da tranquillizzare il pubblico, informando contemporaneamente le persone.

La sua idea nasce dalla convinzione che sul vaccino anti covid 19 vada fatta una campagna informativa massiccia sui social, sui media e nelle scuole. Le prime dosi di questo vaccino dovrebbero arrivare in Italia a partire da gennaio dopo l’approvazione dell'Ema.  Eppure secondo i sondaggi sono infatti molti i cittadini ancora scettici o dubbiosi sull’antidoto, motivo per cui è necessaria “la più grande informazione progresso mai fatta sui temi della salute parlando di benefici e di rischi senza nascondere nulla“.

La sua dunque nasce come una provocazione a tutti i colleghi che in questi mesi, come lui, si sono mostrati sugli schermi per discutere dell’attualità legata alla pandemia, ma ha anche basi concrete per rendersi utile agli italiani: “Il 1 gennaio 2021 tutti i vari esperti si vaccinano in diretta per dare il buon esempio e dimostrare di credere nella scienza, nel progresso e negli enti regolatori“. Dimostrando da subito la sua disponibilità a farlo, attende di sapere chi gli farà compagnia.

Nei giorni precedenti Bassetti aveva già avuto modo di intervenire sull'argomento dei vaccini ribadendo la necessità di una campagna senza precedenti ma anche di un’informazione bilanciata, corretta e univoca. Proprio per questo motivo aveva esplicitamente mostrato la sua avversione a chi si esprime pubblicamente in modi sbagliati a riguardo: “Bisogna finire di essere ambigui e smetterla di dire ‘se sarà sicuro lo farò’: se sarà approvato sarà perché è sicuro“.