L’eccellenza tecnologica di Wiplab e la voce di Luca Ward trasformano il capolavoro di Dante in un’esperienza VR immersiva pensata per conquistare la Generazione Z e riportare i giovani dentro il piacere dell’immaginazione.
Far amare Dante a un adolescente del 2026 seguendo esclusivamente i modelli scolastici tradizionali è una sfida sempre più complessa. In un’epoca dominata da video brevi, attenzione frammentata e algoritmi che selezionano continuamente gli stimoli, anche la cultura è chiamata a reinventare il proprio linguaggio.
La risposta arriva da Napoli, in uno dei luoghi più inaspettati della città: il PalaEden di Edenlandia, dove ha debuttato ufficialmente “Dante Inferno”, il nuovo format immersivo prodotto da Wiplab che trasforma la Divina Commedia in un’esperienza totale di realtà virtuale e Metaverso.
Presentato alla presenza di istituzioni, critici e operatori culturali, il progetto non si propone come una semplice mostra didattica ma come un vero viaggio multisensoriale di circa 70 minuti all’interno dell’Inferno dantesco. Qui il visitatore non osserva: entra nella narrazione, attraversa gli spazi e vive in prima persona uno dei racconti più potenti della letteratura mondiale.
Il principio è quello della gamification applicata alla cultura.
Indossati i visori VR di ultima generazione, le terzine di Dante prendono forma attraverso ambienti immersivi, suoni spaziali ed effetti cinematografici. La Selva Oscura smette di essere un concetto astratto e diventa uno spazio reale da attraversare. Ad accompagnare il pubblico nel percorso c’è un ologramma di Dante con la voce profonda e iconica di Luca Ward, che guida il visitatore in questo viaggio simbolico e interiore.
Dietro il progetto ci sono la direzione artistica di Roberto Pantè e quella tecnica di Cesare Pistilli, con una riflessione precisa: i giovani leggono sempre meno e rischiano di perdere la capacità di immaginare.
“Dante Inferno” sceglie quindi una strada controcorrente: usare gli stessi strumenti che attraggono le nuove generazioni — realtà virtuale, interattività, coinvolgimento emotivo — per riportarle verso contenuti che appartengono al patrimonio culturale universale.
I tre punti di forza dell’esperienza
Non è casuale che il debutto sia avvenuto proprio a Napoli.
Come ricordato durante la presentazione, Napoli è una città che vive da sempre tra opposti: il sottosuolo, il fuoco, il caos creativo e la luce del mare. Una città sospesa idealmente tra Inferno e Paradiso, perfetta per accogliere un progetto che unisce tecnologia e tradizione.
Con questa iniziativa Edenlandia dimostra che intrattenimento e cultura non sono mondi separati: possono dialogare, contaminarsi e creare nuove forme di esperienza.
E il viaggio non finisce qui: gli organizzatori hanno già annunciato il prossimo capitolo dedicato al Purgatorio.
Nel frattempo, per chi vuole riscoprire Dante senza nostalgia e senza noia, il PalaEden è il luogo dove tornare — almeno per un’ora — a riveder le stelle.

